A inaugurare la stagione è la linea Juicy Scholar
Juicy Couture presenta la campagna Spring/Summer 2026 “Juicy Prep School Drop Out”, un inno alla libertà espressiva e all’energia dirompente della nuova generazione. Una collezione graffiante e iconica, che reinterpreta in chiave contemporanea e audace l’estetica classica della studentessa collegiale, coniugando raffinatezza giocosa e fascino ribelle.
Protagoniste assolute sono le grafiche ironiche e irriverenti, pensate per permettere ad ogni Juicy Girl di esprimere con leggerezza e stile la propria appartenenza a una “tribù” scolastica. La palette cromatica richiama i codici heritage del brand, tra verdi profondi, rosa cipriati e freschi toni menta, arricchiti da stampe check, righe, tocchi di viola e accenti intensi che aggiungono all’estetica millennial un twist contemporaneo.
I modelli in spugna, freschi e leggeri, sono impreziositi da dettagli smock e si prestano a sovrapposizioni versatili con slogan e stemmi ispirati all’immaginario scolastico.
Anche il denim, con il suo fascino nostalgico e allo stesso tempo contemporaneo, riconferma la sua presenza all’interno della collezione: declinato in jeans, shorts e gonne, interpreta con naturalezza un’estetica dallo stile squisitamente Y2K, ma perfettamente allineata con le tendenze attuali.
Ad aprire la nuova collezione è la linea Juicy Scholar, in cui il rigore del mondo preppy si fonde con lo spirito disinvolto e anticonformista che da sempre caratterizza il DNA del brand. Ne nasce un guardaroba moderno e sfaccettato, in cui maglioni college a trecce, mini dress fluidi, polo essenziali e completi sportivi ispirati all’abbigliamento da palestra si alternano a capi dal forte impatto visivo. Completano la proposta i modelli in spugna terry, dalle tute alle tutine, declinati nelle tonalità del nero e della menta piperita, per interpretare con ironia e freschezza uno stile chic collegiale.
Con “Juicy Prep School Drop Out,” Juicy Couture firma una dichiarazione di stile chiara e potente: un omaggio alla giovinezza, alla ribellione elegante e all’indipendenza di una nuova generazione che non ha paura di riscrivere le regole.



